I nuovi Barolo Boys, Luca Monchiero: “Il mio vino dalla mezzadria alle sfide contemporanee”
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Aggiornamento: 3 ore fa
La storia del giovane vignaiolo piemontese intreccia radici profonde e approccio moderno, tra memoria familiare, sfide climatiche e un modo nuovo di essere viticoltore nelle Langhe. Lara Loreti

L’azienda Monchiero è, prima di tutto, una famiglia. Una realtà concreta, che parte dagli anni ‘50, quotidiana, che si costruisce giorno per giorno intorno agli affetti. “L’azienda è proprio un’azienda familiare nel senso più stretto. È completamente gestita da noi: papà Vittorio, mamma Daniela, io e mio fratello Stefano. Prima c’erano anche mio nonno e mio prozio, fino al 2015. Poi siamo entrati noi in modo pieno”.
Luca oggi è uno dei volti giovani del Barolo, ma la sua storia affonda in un passato fatto di fatica, spostamenti e intuizioni.“I miei nonni sono partiti da La Morra. Era il tempo del San Martino: prendevi tutto quello che avevi, lo caricavi su un carro e cambiavi cascina”.





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